GIUSEPPE SCALISE
Nuova rubrica per il sito dell'Indomita: dopo le interviste ai giocatori della rosa, ecco le interviste ai grandi giocatori del passato, che hanno posto la loro firma in alcuni tra i momenti più belli della storia della squadra. Il primo non poteva che essere il grande capitano Giuseppe Scalise.
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Sei arrivato all'Indomita 32enne, ti saresti aspettato di poter dare ancora così tanto?
- Beh arrivavo in una squadra neonata e di bassa serie, la mia intenzione era di concludere degnamente la mia carriera. Invece l'entusiasmo con cui abbiamo affrontato il nostro primo campionato ci ha dato un'energia nuova, mi sono sentito tornare ragazzino. E quando la mente viaggia libera, il corpo non può che giovarne.
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Sei il giocatore che detiene il record di volte da capitano: un vero segno di attaccamento?
- L'affetto che mi hanno dimostrato i tifosi era davvero immenso, e i giocatori seguivano sempre me in campo. Direi che diventare il capitano della squadra è stata una gioia personale molto grande, che difficilmente mi sarei aspettato pur in età avanzata.
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Tu hai vinto praticamente in un campionato e mezzo, dato che ti sei ritirato prima di metà stagione. Senti più tuo il primo campionato?
- Direi proprio di si, anche per i tanti gol che sono riuscito a segnare. Con Sarcinelli eravamo una coppia devastante. Ricordo bene anche i gol di Kusmanto e Furlan, due che sulla carta dovevano essere riserve e poi invece furono decisivi. Ricordo Cesqui, ricordo le parate di Griephan, le invenzioni di Letang e Zanirato. Eravamo una piccola superpotenza, già abbondantemente pronti per la IX serie, infatti la stagione dopo ci salvammo molto agevolmente sfiorando la zona promozione.
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Cosa trovi di cambiato rispetto ad allora?
- La mentalità e l'unione di squadra. Stagioni fa era l'entusiasmo che ci dava la spinta, adesso è la consapevolezza di una nuova e grande forza. Balducci, da buonissimo giocatore è diventato un fuoriclasse e i giovani stanno dominando. Tra pochi anni credo di poter dire che sarà VII serie, credetemi.
E se lo dice il "capitano"...