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20-11-2008  10:49

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RUGBY - Coppa: senza Cassata, muli eroici!

2008-10-09 18:59 - "Una delle partite più belle della storia biancomalva. Ed è stato un onore viverla insieme al presidente del Genova Biggi, un manager che continuerà a far parlare di sé". Felice, felicissimo il presidente Mecir. Ha palpitato, sulle affollate tribune del Genova Stadium (7.988 spettatori), per la prestazione dei suoi "muletti".
Mancava Serafino Cassata: un'assenza che sembrava incolmabile, vista la forza e l'equilibrio del quindici ligure, protagonista della Serie 2.1. Nelle ore precedenti all'incontro, la dirigenza biancomalva aveva rotto gli indugi, ingaggiando un 23enne ungherese, Lénárd Szalai: tutt'altro che un fuoriclasse, ma con una propensione accettabile nei calci.
"E' stato un investimento notevole, in raffronto alle qualità generali dell'atleta - commenta ora Mecir, riferendosi ai 261.515 euro spesi -. Ma non volevamo lasciare nulla d'intentato per andare avanti in Coppa Italia, un trofeo cui teniamo ancora di più rispetto al Campionato".
Il fascino dello scontro diretto si accompagna al business degli incassi in crescita: "Solo avanzare in Coppa ci può permettere di rinforzare la squadra, per ostacolare sportivamente l'avanzata del WerewolfTeam. Altrimenti, l'armata del presidente Darksephirot potrà iniziare già da quest'anno la sua lunga dittatura sul rugby di casa nostra".
Con Szalai all'ala, Lemarchand nel ruolo di apertura, Coutant al centro e Ceselin in panchina, il Mulazzano Rugby è sceso sul campo di Genova conscio di essere inferiore nel reparto dei Tre quarti, ma di poter dire la sua con la mischia e la forza degli Avanti. Avvio equilibrato, con le difese protagoniste. Sblocca il risultato l'estremo genovese Lee Williamson, scuola Murvin Coral, con una punizione. La risposta di Szalai, sempre su piazzato, giunge verso la fine del primo tempo. Intanto, però, si è fatto male Coutant: il centro francese deve abbandonare il campo, lasciando il posto all'inesperto Ceselin.
Il 3-3 con cui si è va al riposo è l'emblema di un'insolita incertezza. Ma Williamson, tre minuti dopo l'avvio del secondo tempo, spezza l'incantesimo e riporta avanti i suoi. Poi, dopo qualche azione da una parte e dall'altra, ecco al 57' un'altra punizione sfuttata dal Genova: è il 9-3 e i liguri sembrano prendere il largo.
Serve qualcosa di speciale: un cambio di ritmo, una prova di forza. E' Rodrigo Cremaschi a prendere per la mano i suoi, orfani di Cassata. Al 65', servito da Curic, "Mister 18" parte di potenza e si ferma solo oltre la linea di meta! 9-8: a disposizone, sui piedi di Szalai, la trasformazione del sorpasso. Ma l'emozione attanaglia il ragazzo ungherese, che cicca malamente...
Il fantasma di Cassata aleggia sul quindici biancomalva. Ma Curic e Cremaschi non ci stanno: creano un minuto dopo una nuova azione travolgente e offrono a Zrnic l'ovale della seconda meta. Il tabellone indica 9-13. Con un kick non difficile da trasformare. Ma Szalai è nel pallone, si sente frastornato, e il suo calcio finisce lontanissimo dai pali!
Questi due errori possono risultare pesantissimi e il Mulazzano arretra, sulla spinta furibonda del Genova: Liga e Caliman costituiscono una mediana fantasiosa ed efficace, l'ala Burity e l'estremo Williamson sono due spine nel fianco della difesa piemontese. Ma è l'oscuro ungherese Nagyszombati - una beffa per il connazionale Szalai! - a trovare lo spiraglio e la meta del nuovo vantaggio zeneize: 14-13! Ora, però, la pressione è tutta su Williamson, che scivola e non centra i pali.
"Si può fare!", urla Bosch dalla panchina. Il pubblico biancomalva - in 778 hanno seguito la squadra sotto la Lanterna - ci crede e si fa sentire. Losapio, prova di maturità per lui, stende l'autore della meta Nagyszombati. E' preludio alla riscossa. Come in una favola, il destino offre a Szalai l'occasione del riscatto. L'arbitro nota il velo di un difensore genovese e assegna la punizione agli ospiti. Il ragazzo di Debrecen, che sembra sbarcato qui da un altro pianeta, si guarda intorno confuso. Poi si ricorda quanto appreso nei campetti magiari e colpisce l'ovale in modo perfetto. E' il 14-16! Mancano appena 4 minuti al termine.
E' una sofferenza. Curic prova a chiudere la partita, ma viene placcato alla grande da Caliman. E' il Genova, col tallonatore Canal, ad avere tra le mani l'ultimo ovale dell'incontro: Marek Ciszewski, però, lo controlla con efficacia. Ed è finita!
Stretta di mano e complimenti sinceri da parte del presidente Mecir al collega Biggi. Poi una corsa negli spogliatoi - cosa che il patron biancomalva non è abituato a fare - per abbracciare lo stralunato Szalai e festeggiare insieme ai ragazzi una vittoria ottenuta con il cuore.